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Massacro del Vercors

Coordinate: 45°07′17.2″N 5°25′31.5″E
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Massacro del Vercors
strage
TipoOmicidio-suicidio di massa
Data16 dicembre 1995
LuogoLe Trou de l'Enfer
StatoFrancia (bandiera) Francia
RegioneRodano-Alpi
DipartimentoIsère
ArrondissementGrenoble
CantoneLe Sud-Grésivaudan
ComuneSaint-Pierre-de-Chérennes
Coordinate45°07′17.2″N 5°25′31.5″E
Armi2 fucili .22 Long Rifle
2 rivoltelle .357 Magnum
Benzina
ObiettivoAlcuni membri della setta dell'Ordine del Tempio Solare
Responsabili
  • Mandante: Christiane Bonet
  • Esecutori: Jean-Pierre Lardanchet, André Friedli
MotivazioneFanatismo religioso
Conseguenze
Morti16 (inclusi la mandante e i due esecutori)
Feriti0
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Francia
Luogo dell'evento
Luogo dell'evento

Il massacro del Vercors è stato un omicidio-suicidio di massa avvenuto il 16 dicembre 1995 in un bosco nelle Prealpi del Vercors, vicino al paese di Saint-Pierre-de-Chérennes, nel sud-est della Francia, dove quattordici membri della setta dell'Ordine del Tempio Solare, tra cui tre bambini, sono stati uccisi da altri due membri che si sono poi tolti la vita.[1]

Si è trattato del secondo omicidio-suicidio di massa ad opera di membri dell'Ordine del Tempio Solare, dopo quelli avvenuti nell'autunno 1994 in Canada e Svizzera.

L'Ordine del Tempio Solare era una società segreta di ispirazione neotemplare fondata a Ginevra nel 1984 da Joseph Di Mambro e Luc Jouret. I membri del gruppo credevano nella nozione del "transito": un viaggio dell'anima verso la stella Sirio che sarebbe stato possibile attraverso il suicidio rituale.[2]

Il primo "transito" avvenne tra il 30 settembre e il 5 ottobre 1994, quando 53 membri della setta, tra cui gli stessi fondatori Di Mambro e Jouret, sono morti in una serie di omicidi-suicidi di massa a Morin-Heights (Canada), Cheiry e Salvan (Svizzera).[3] Dopo la morte dei fondatori, la setta venne ritenuta estinta; i membri rimasti però continuarono a riunirsi in segreto insieme al nuovo capo, la psicoterapista svizzera Christiane Bonet. Tra i membri rimasti vi erano anche l'architetto svizzero André Friedli e il poliziotto francese Jean-Pierre Lardanchet.[4]

Bonet era solita incontrare una ventina dei membri rimasti della setta in un edificio di Ginevra due volte alla settimana per praticare la meditazione. Durante questi incontri, Bonet sosteneva di essere in contatto con Jouret e Di Mambro dall'aldilà. Già nella primavera del 1995, durante gli incontri si cominciò a parlare della possibilità di fare un altro "transito" e a cercare un possibile luogo adatto allo scopo.[5]

L'ultimo di questi incontri avvenne il 12 dicembre 1995. Vi erano presenti molte delle persone che avrebbero poi perso la vita nel massacro e anche quattro membri che invece non vi parteciparono. Secondo una successiva testimonianza di questi ultimi, durante l'incontro non avvenne niente di diverso dal solito e i partecipanti si accordarono per rivedersi nello stesso luogo tre giorni dopo.[5]

Il 15 dicembre 1995 Bonet telefonò a ciascuno dei membri che avrebbero poi preso parte al massacro.[5] Quella stessa notte essi lasciarono le loro abitazioni, si diressero in Francia e si incontrarono a Saint-Pierre-de-Chérennes, un piccolo paese non lontano da Grenoble. Il gruppo era composto da 13 adulti e 3 bambini, di 2, 4 e 6 anni rispettivamente. Uno di essi era il figlio di Lardanchet.[6]

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, intorno alle 22 tutti i membri, tra cui la stessa Bonet, avevano raggiunto il luogo d'incontro designato, dove hanno lasciato le auto e si sono incamminati nella foresta. Hanno percorso circa 1,5 km a piedi su un terreno impervio e con una temperatura molto bassa, fino a raggiungere una radura con una depressione chiamata dai locali Le Trou de l'Enfer ("il buco dell'inferno").[7]

Lì si sedettero intorno ad un falò e assunsero dei sedativi che fecero perdere loro conoscenza. Mentre giacevano sdraiati, Jean-Pierre Lardanchet e André Friedli spararono a ciascuno di loro alla testa e al cuore, ne cosparsero i corpi di benzina e diedero loro fuoco. Poi i due si suicidarono sparandosi alla testa.[8]

Due giorni dopo, il 18 dicembre, la madre di una delle vittime, preoccupata poiché non riusciva a mettersi in contatto con la figlia, contattò la polizia e chiedese aiuto. Quando poi si scoprì che anche altre persone legate all'OTS erano scomparse, la polizia cominciò a prendere la questione molto seriamente. Inizialmente si voleva mantenere segreta l'indagine, ma alcune informazioni trapelarono e vennero pubblicate dal giornale svizzero La Tribune de Genève.[5]

Dopo che la scomparsa fu resa pubblica, il 22 dicembre un cacciatore francese ne venne a conoscenza guardando il telegiornale e si ricordò di aver notato diverse auto con targa straniera parcheggiate a Saint-Pierre-de-Chérennes il 16 dicembre e un gran numero di impronte nella neve che andavano in direzione della foresta. Ricordò inoltre di aver sentito un forte odore di ciò che definì "cuoio o carne bruciati". Così riferì tutto alla polizia.[9]

La polizia arrivò a Saint-Pierre-de-Chérennes e cominciò a cercare nell'area. Furono impiegati centinaia di agenti e diversi elicotteri. La mattina del 23 furono ritrovati i corpi. L'indagine, condotta dal giudice istruttore Luc Fontaine di Grenoble, determinò che due membri del gruppo, Jean-Pierre Lardanchet e André Friedli, avevano ucciso gli altri e si erano poi suicidati.[10]

Quasi tutte le vittime furono uccise con due colpi di fucile .22 Long Rifle: uno alla testa e uno al cuore. Si ritiene che le due madri con bambini (Marie-France Lardanchet e Ute Verona) abbiano opposto resistenza, in quanto furono trovate delle contusioni alla testa precedenti al decesso.[11] Lardanchet e Friedli disposero poi i corpi a raggiera in modo da formare un cerchio, con le teste rivolte verso l'esterno e i piedi verso l'interno, e misero loro dei sacchetti di plastica intorno alla testa.[12][13] Quindi li cosparsero di benzina e diedero loro fuoco. A questo punto Lardanchet e Friedli si suicidarono con due pistole .357 Magnum. Altre due pistole 9 mm furono ritrovate sulla scena, ma non erano state utilizzate nel massacro.[5]

Eventi successivi

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L'evento destò enorme scalpore in Francia e fu istituita una commissione d'inchiesta sulle sette.[14]

Il giudice svizzero che aveva indagato sui massacri del 1994 fu criticato per non aver approfondito abbastanza le indagini sulla setta e non aver considerato la possibilità che i membri superstiti potessero ripetere il gesto. Si ipotizzarono anche infiltrazioni dell'OTS nella polizia francese, poiché due delle persone che presero parte al massacro del 1995 erano poliziotti francesi (tra cui lo stesso Lardanchet) e le armi utilizzate erano in dotazione alla polizia francese, ma non furono mai trovati elementi concreti per suffragare questa ipotesi.[15]

Due anni dopo, il 22 marzo 1997, altri cinque membri dell'OTS morirono in un suicidio di massa in Canada. Questo fu l'ultimo massacro legato all'Ordine del Tempio Solare.

Le 16 vittime furono:[16]

  • Emmy Anderson, 52 anni
  • Christiane Bonet, 50 anni
  • Mercedes Faucon, 62 anni
  • André Friedli, 39 anni
  • Jocelyne Friedli, 49 anni
  • Jean-Pierre Lardanchet, 36 anni
  • Marie-France Lardanchet, 34 anni
  • Aldwin Lardanchet, 4 anni
  • Curval Lardanchet, 2 anni
  • Enrique Massip, 46 anni
  • Dominique Masson, 43 anni
  • Patrick Rostan, 29 anni
  • Ute Verona, 34 anni
  • Tanis Verona, 6 anni
  • Édith Vuarnet, 61 anni
  • Patrick Vuarnet, 27 anni
  1. Ordine tempio solare: riesumati corpi, sospetta strage, su tio.ch.
  2. Sulla strage del Tempio Solare aleggiano ancora misteri, su swissinfo.ch.
  3. Trent’anni fa la tragedia dell’Ordine del Tempio Solare, su rsi.ch.
  4. (EN) The Order of the Solar Temple. 7. Suicides and Murders Continue, su bitterwinter.org.
  5. 1 2 3 4 5 (FR) Arnaud Bédat, Gilles Bouleau e Bernard Nicolas, L'Ordre du Temple solaire: Les Secrets d'une manipulation, Flammarion, 2000, ISBN 2080678426.
  6. (FR) Morts blanches : l’Ordre du temple solaire envolé Vercors et âmes, su liberation.fr.
  7. (FR) Suicides collectifs de l'Ordre du temple solaire : une affaire jamais résolue, su ina.fr.
  8. (FR) Tragédie près de Grenoble : quand une secte sacrifiait 16 personnes dont trois enfants, su actu.fr.
  9. (FR) Seize morts dans le Vercors : les témoins du drame du temple solaire sur France 3, su ledauphine.com.
  10. (FR) Ordre du temple solaire : il y a vingt ans, l’apocalypse, su ledauphine.com.
  11. (FR) Ordre du temple solaire : un expert raconte l’horreur de la tuerie, su ccmm.asso.fr.
  12. (FR) Secte de l'Ordre du Temple Solaire : comment Édith et Patrick Vuarnet sont tombés sous emprise, su rtl.fr.
  13. (FR) Histoires criminelles : l'Ordre du temple solaire, 16 membres d'une secte retrouvés morts en Isère, su francebleu.fr.
  14. (FR) Commission d'enquête sur les sectes, su www2.assemblee-nationale.fr.
  15. (FR) Hécatombe à la secte, su lemonde.fr.
  16. (FR) Comment la secte s'est reconstituée à Genève, su scriptorium.ch.
  • Maria Luisa Maniscalco, L'ultimo passo insieme. I suicidi collettivi dell'Ordine del Tempio Solare, Philos, 1999, ISBN 9788886589147.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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