Falso Boccaccio
| Falso Boccaccio | |
|---|---|
| Titolo originale | Falso Boccaccio |
| Autore | anonimo |
| Periodo | XIV secolo |
| Genere | apparato esegetico |
| Sottogenere | commento trecentesco alla Commedia |
| Lingua originale | italiano (volgare fiorentino) |
Falso Boccaccio è la denominazione moderna di un commento anonimo trecentesco in volgare alla "Commedia" di Dante Alighieri, tramandato da una tradizione manoscritta complessa e in passato attribuito erroneamente a Giovanni Boccaccio. La critica novecentesca e contemporanea ha definitivamente escluso la paternità boccacciana sulla base di argomenti linguistici, stilistici e dottrinali.[1][2]
L’opera rientra nella galassia dei commenti trecenteschi fiorentini, affini alle “Chiose fiorentine” per struttura espositiva, taglio scolastico e orientamento divulgativo.[3][4]
Denominazione e uso del termine
[modifica | modifica wikitesto]La denominazione “Falso Boccaccio” si fonda sulla trasmissione manoscritta: alcuni codici attribuiscono l’opera a Giovanni Boccaccio, probabilmente per contiguità materiale con testi autentici del Certaldese o per glosse spurie inserite in fasi successive della copia.[1]
Il sintagma “Pseudo Boccaccio” segue la tradizione filologica che designa un’opera erroneamente attribuita a un autore illustre. In repertori come il “Dizionario dei commentatori danteschi” e il “Censimento dei commenti danteschi” le due denominazioni sono considerate equivalenti come etichetta critica.[3][5]
Autore e datazione
[modifica | modifica wikitesto]L’opera è anonima: nessun codice tramanda un nome d’autore. L’attribuzione boccacciana è rifiutata dalla critica moderna per ragioni filologico-linguistiche e dottrinali, in particolare per la distanza dal sistema esegetico delle autentiche “Esposizioni sopra la Comedia”.[1][6]
La datazione comunemente adottata si colloca nel terzo quarto del XIV secolo, intorno al 1370–1375, sulla base di criteri linguistici, storico-culturali e del confronto con altri commenti coevi di area fiorentina.[7]
Tradizione manoscritta
[modifica | modifica wikitesto]La tradizione del commento è complessa e stratificata. Le ricognizioni di Mazzanti[7] e il riesame aggiornato di Spinelli[8] censiscono almeno quattordici codici contenenti il commento in forma continua, cui si aggiungono sei frammenti e un nuovo testimone individuato da Massimiliano Corrado.[9]
Codici con il commento completo o parziale
[modifica | modifica wikitesto]Sulla base degli studi di Mazzanti[7] e di Spinelli[8] risultano:
- “Inferno”, forma estesa (tre o più cantiche): cinque codici (M, N1, E, F, R1), tra cui Firenze, BML, Martelli 11 (M, 1409); Firenze, BNC, II I 47 (N1); Paris, BnF, Ital. 75 (1389); Firenze, BR, Riccardiano 1028 (1458).[8]
- “Inferno”, forma estesa: Firenze, BR, Riccardiano 1037 (R2).[8]
- “Inferno”, forma breve: quattro codici (L1, S1, N2, R3), tra cui Firenze, BML, Plut. 90 sup. 124 (L1, 1466–67); Firenze, BML, Strozziano 167 (S1); Firenze, BNC, II I 49 (N2, 1393); Firenze, BR, Riccardiano 1002 (R3).[8]
- Tre cantiche, “Inferno” in forma breve: Firenze, BML, Strozziano 164 (S2); Roma, Bibl. Corsiniana, 44 F 30 (A).[8]
- “Inferno” (forma breve) + “Purgatorio”: London, BL, Harley 3488 (H).[8]
- “Purgatorio” + “Paradiso”: Firenze, BNC, II IV 246 (N3, 1394).[8]
Frammenti
[modifica | modifica wikitesto]Sei frammenti tramandano porzioni del commento: Bologna, BU, ms. 591; Harvard, Houghton Library, Ital. 54; Firenze, BML, Plut. 42.15; København, Kongelige Bibliotek, ms. 436; Prato, Roncioniana, Q III 12; Wellesley College, ms. 900.[8]
Nuovo testimone D’Orville 552
[modifica | modifica wikitesto]Massimiliano Corrado ha individuato un ulteriore testimone oxoniense: Oxford, Bodleian Library, D’Orville 552, che tramanda il Falso Boccaccio (forma breve) per l’“Inferno”, associato all’"Ottimo commento" per “Purgatorio” e “Paradiso”.[9]
Registrazioni catalografiche
[modifica | modifica wikitesto]I codici elencati risultano registrati anche nei database catalografici moderni (Manus OnLine, Mirabile, OPAC SBN), confermando l’allineamento tra repertori filologici e descrizioni di biblioteca.[10][11]
Contenuto e caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]Il commento offre una parafrasi continua del testo dantesco, con spiegazioni lessicali, chiarimenti storici e dottrinali, esempi morali e riferimenti al patrimonio cronachistico cittadino. L’orizzonte dottrinale è di livello medio: emergono conoscenze scolastiche di base, riferimenti alla tradizione biblica e patristica e l’uso di compilazioni enciclopediche latine di ampia circolazione.[12]
La lingua è un volgare fiorentino tardo-trecentesco, con tratti colloquiali, latinismi integrati e un evidente fine didattico, condiviso con altri commenti coevi come l’Anonimo fiorentino.[7]
Rapporti con Boccaccio e con gli altri commenti trecenteschi
[modifica | modifica wikitesto]Il confronto con le autentiche opere esegetiche di Boccaccio (soprattutto le “Esposizioni sopra la Comedia”) ha permesso di escludere la paternità del Falso Boccaccio: differenze nell’impianto, nella profondità dottrinale, nella gestione dell’allegoria e nel metodo di esegesi.[2]
Nel contesto dei commenti trecenteschi, l’opera è strettamente correlata all’Ottimo commento, alle Chiose fiorentine e all’Anonimo fiorentino, con i quali condivide approcci didattici, strumenti interpretativi e vocabolario tecnico.[4][13]
Nel quadro delle glosse brevi coeve è spesso richiamato anche il complesso delle Chiose veronesi, legato all’ambiente veneto-lombardo del XIV secolo.
Fortuna editoriale e studi
[modifica | modifica wikitesto]La prima edizione a stampa del commento fu curata da Lord George John Warren Vernon nel 1846, sulla base del Riccardiano 1028.[14]
La voce di Mazzoni nella “Enciclopedia Dantesca” (1970) ha fornito una prima sintesi autorevole della tradizione e della natura del commento.[1]
Nel XXI secolo la sistemazione più ampia è offerta dal “Dizionario dei commentatori danteschi” e dal “Censimento dei commenti danteschi”, mentre gli studi di Spinelli e Corrado hanno aggiornato la ricognizione codicologica e preparato il terreno per future edizioni critiche.[8][15]
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Saverio Bellomo, Dizionario dei commentatori danteschi. L’esegesi della «Commedia» da Iacopo Alighieri a Nidobeato, Firenze, Olschki, 2004.
- Massimiliano Corrado, I commenti danteschi: la seconda stagione da Giovanni Boccaccio a Filippo Villani, Firenze, Mandragora, 2021, pp. 51-54.
- Massimiliano Corrado, Un testimone per il Falso Boccaccio: il codice oxoniense D’Orville 552. Primi appunti, Napoli, Liguori, 2019, pp. 95-112.
- Domenico De Robertis, Il libro della “Vita nova”, Firenze, Sansoni, 1970.
- Guglielmo Gorni, Per la tradizione delle rime dantesche, Firenze, Olschki, 2008.
- Enrico Malato, Andrea Mazzucchi, Censimento dei commenti danteschi. I commenti di tradizione manoscritta (fino al 1480), vol. 1, Roma, Salerno, 2011.
- Francesca Mazzanti, Falso Boccaccio, Roma, Salerno Editrice, 2011, pp. 181-186.
- Francesca Spinelli, Considerazioni preliminari sulla tradizione del “Falso Boccaccio”, in Fara Autiero, Serena Picarelli, Bernardino Pitocchelli (a cura di), “Copie (in)fedeli. Cristallizzazione e sovversione di modelli testuali e materiali”, Roma-Padova, Antenore, 2024, pp. 31-43.
- Francesco Mazzoni, Pseudo Boccaccio Enciclopedia Dantesca (1970), su treccani.it, 1970.
- Firenze, Biblioteca Riccardiana, ms. 1028, su mirabileweb.it, 2023.
- Risultati della ricerca: “Chiose falso Boccaccio” (Manus OnLine), su manus.iccu.sbn.it, 2020.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Firenze, Biblioteca Riccardiana, ms. 1028, su mirabileweb.it, 2023.
- Mirabile, su mirabileweb.it.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Francesco Mazzoni, Pseudo Boccaccio Enciclopedia Dantesca (1970), su treccani.it, 1970.
- 1 2 Giulio Tanturli, Giovanni Boccaccio nella letteratura italiana, Firenze, Mandragora, 2013, pp. 157-166.
- 1 2 Saverio Bellomo, Dizionario dei commentatori danteschi. L’esegesi della «Commedia» da Iacopo Alighieri a Nidobeato, Firenze, Olschki, 2004, pp. 201-204.
- 1 2 Andrea Mazzucchi, Introduzione, Roma, Salerno Editrice, 2011, pp. 23-27.
- ↑ Enrico Malato, Andrea Mazzucchi, Censimento dei commenti danteschi. I commenti di tradizione manoscritta (fino al 1480), vol. 1, Roma, Salerno, 2011, pp. 181-186.
- ↑ Giulio Tanturli, Volgarizzamenti e ricostruzione dell’antico, Firenze, Olschki, 1986, pp. 115-120.
- 1 2 3 4 Francesca Mazzanti, Falso Boccaccio, Roma, Salerno Editrice, 2011, pp. 181-186.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Francesca Spinelli, Considerazioni preliminari sulla tradizione del “Falso Boccaccio”, in Fara Autiero, Serena Picarelli, Bernardino Pitocchelli (a cura di), “Copie (in)fedeli. Cristallizzazione e sovversione di modelli testuali e materiali”, Roma-Padova, Antenore, 2024, pp. 31-43.
- 1 2 Massimiliano Corrado, Un testimone per il Falso Boccaccio: il codice oxoniense D’Orville 552. Primi appunti, Napoli, Liguori, 2019, pp. 95-112.
- ↑ Firenze, Biblioteca Riccardiana, ms. 1028, su mirabileweb.it, 2023.
- ↑ Risultati della ricerca: “Chiose falso Boccaccio” (Manus OnLine), su manus.iccu.sbn.it, 2020.
- ↑ Saverio Bellomo, Dizionario dei commentatori danteschi. L’esegesi della «Commedia» da Iacopo Alighieri a Nidobeato, Firenze, Olschki, 2004, pp. 201-203.
- ↑ Saverio Bellomo, Dizionario dei commentatori danteschi, Firenze, Olschki, 2004, pp. 201-204.
- ↑ George John Warren Vernon, Chiose sopra Dante. Testo inedito ora per la prima volta pubblicato, Firenze, Tipografia Piatti, 1846.
- ↑ Massimiliano Corrado, I commenti danteschi: la seconda stagione da Giovanni Boccaccio a Filippo Villani, Firenze, Mandragora, 2021, pp. 51-54.
