Portale:Esperanto
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L'esperanto è una lingua artificiale sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall'oftalmologo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof, ed è di gran lunga la più conosciuta e utilizzata tra le lingue ausiliarie internazionali esistenti. Presentata nell'Unua Libro (Varsavia, 1887) come lingvo internacia ("lingua internazionale"), prese in seguito il nome esperanto ("colui che spera"), dallo pseudonimo Doktoro Esperanto utilizzato dal suo creatore. Le regole della grammatica dell'esperanto sono state scelte da quelle di varie lingue studiate da Zamenhof, affinché fossero semplici da imparare ma nel contempo potessero dare a questa lingua la stessa espressività di una lingua naturale; esse non prevedono eccezioni. Anche i vocaboli derivano da idiomi preesistenti, alcuni (specie quelli introdotti di recente) da lingue non indoeuropee come il giapponese, ma in gran parte da latino, lingue romanze (in particolare italiano e francese), lingue germaniche (tedesco e inglese) e lingue slave (russo e polacco). |
1º agosto 1981: a Brasilia, la capitale del Brasile, si chiude il 66º Congresso Universale di Esperanto, il primo congresso universale nell'emisfero sud del pianeta e il più vasto congresso di esperanto fra quelli tenuti sino a quel momento al di fuori dell'Europa. |
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Calendario esperantista (modifica)
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La voce del mese: "Preĝo sub la verda standardo" (agosto 2026) Preĝo sub la verda standardo ("preghiera sotto la bandiera verde", letteralmente) è il titolo di una nota poesia in lingua esperanto composta dall'iniziatore della lingua, Ludwik Lejzer Zamenhof, nel 1905, in occasione del primo Congresso Universale di Esperanto che si svolse quell'anno a Boulogne-sur-Mer, in Francia. Zamenhof declamò la poesia in chiusura del suo discorso di fronte ai convenuti. Il titolo della poesia è un chiaro riferimento alla bandiera dell'esperanto, il cui colore dominante è il verde. La bandiera, ideata dal gruppo esperantista di Boulogne-sur-Mer, fu adottata durante lo stesso congresso del 1905 come simbolo universale dell'esperantismo. Per la sua notevole carica emotiva, l'opera è ritenuta a tutt'oggi uno degli esempi più limpidi di poesia in esperanto. Per i suoi contenuti fortemente programmatici, essa è universalmente riconosciuta come una summa degli ideali del primo movimento esperantista, e in quanto tale parte fondante della storia dell'esperanto di inizio Novecento. |
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Un proverbio a caso
Letteralmente, "se goccia si aggiunge a goccia, si fa un mare". Vale a dire che la somma di piccoli sforzi può fornire un contributo sostanziale, oppure, con un proverbio italiano, che l'unione fa la forza. | ||||||
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