| Titolo originale | Compostelle |
| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Yann Samuell |
| Attori | Alexandra Lamy, Julien Le Berre, Maëlle Vidou, Eric Métayer, Malik Amraoui Mélanie Doutey, Cyril Gueï, James Joint. |
| Uscita | giovedì 24 settembre 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento martedì 14 luglio 2026
Basato sul romanzo "Marche et invente ta vie" di Bernard Ollivier, ispirato a molte storie vere. Santiago - Un cammino per ricominciare è 15° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 2.674,00 e registrato 2.020 presenze in totale.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Fred è un'insegnante sospesa dal lavoro per aver dato uno schiaffo a una studentessa. Il marito medico le ha chiesto il divorzio e sua figlia Nina è sempre più distante. Grazie a un'amica scopre l'esistenza di un'associazione che si occupa di ragazze e ragazzi con problemi, organizzando anche cammini definiti marce di rottura. Nonostante qualche timore da parte di un dirigente dell'associazione, Fred ottiene l'autorizzazione ad accompagnare il pluridenunciato Adam in un viaggio di tre mesi sul cammino per Santiago scelto dal ragazzo in alternativa alla detenzione. Il rapporto tra i due non si presenta come facile e non lo sarà.
Yann Samuell prende spunto da progetti di reinserimento attivi in Francia per raccontare una vicenda con due protagonisti che sanno come tenersi reciprocamente testa.
Non fatevi suggestionare negativamente dalla musica, decisamente enfatica, che accompagna i titoli di testa. Si tratta di uno dei pochi e veniali peccati di un film il cui regista (che nel corso della carriera ha affrontato generi diversi e ha saputo raccontare le tensioni dei più giovani nel remake de La guerra dei bottoni) ha dichiarato che ogni generazione ha la responsabilità di quella successiva e anche di quella precedente. Se la prima parte dell'affermazione può risultare chiara, la seconda trova una sua spiegazione in questo film. Perché i figli possono confermare, portandone su di sé le tracce, gli errori dei genitori oppure trasformarli con fatica in positività.
In una prospettiva laica il viaggio verso una meta è cammino di introspezione e di conoscenza, occasione di revisione critica, di riflessione sui propri comportamenti. Ed è con questo obiettivo che l'associazione "Seuil" (che significa soglia) opera favorendo il cammino di transizione verso Santiago da parte di giovani che hanno carichi pendenti o comunque situazioni di grave disagio sulle spalle.
È quanto affrontano l'insegnante Fred e il quasi maggiorenne Adam, entrambi con problemi che nel ragazzo si manifestano con aggressività e rifiuto delle regole. Samuel, grazie alle più che efficaci interpretazioni della rodata Alexandra Lamy e del giovane Julien Le Berre, riesce ad offrire, con grande aderenza alla realtà, l'alternarsi di fasi di avvicinamento tra le due personalità con altre in cui ogni possibile tentativo di rapporto sembra destinato già in partenza al fallimento.
Un personaggio che appare attorno a metà film esprime con questa battuta il proprio punto di vista sul ragazzo: "Molti sono compassionevoli per qualche minuto e poi se ne vanno. Adam non ha nessuna compassione ma resta". Potrebbe cambiare il 'non ha' con 'sembra non avere'. Perché Il ragazzo ha subito troppe frustrazioni gravi per poter ammettere con se stesso di avere bisogno di aiuto mostrando il suo lato debole. Le reazioni di Fred sono quelle dell'insegnante che sa riconoscere queste debolezze ma non sempre riesce a sopportarne l'impatto.
Tutto ciò seguendo il percorso di quel camino che Zalone ha fatto diventare buen per il box office e che qui viene proposto in una luce totalmente diversa; che affronta il versante religioso mettendone in luce l'occasione di crescita personale che può offrire anche a chi vi partecipa con spirito laico non prevenuto. Il rap, Schubert e il canto gregoriano possono convivere.